Premio Nobel per la Chimica 2023

Premio Nobel per la Chimica 2023

Moungi G. Bawendi, Louis E. Brus e Alexei I. Ekimov sono insigniti del Premio Nobel per la chimica 2023 con la motivazione: “per la scoperta e lo sviluppo di punti quantici”.

Queste minuscole particelle hanno proprietà uniche e ora sono utilizzate per diffondere la loro luce dagli schermi televisivi a QLED e dalle lampade a LED.

Queste particelle, inoltre, catalizzano reazioni chimiche e la loro luce particolarmente chiara può illuminare il tessuto tumorale ed essere così di grande aiuto negli interventi chirurgici.

E con oggi sono esattamente 60 anni che un italiano non riceve un Premio Nobel per la Chimica: l’ultimo fu Giulio Natta nel 1963.  Ed anche l’unico.

Link: Elenco di tutti gli insigniti del Premio Nobel della Chimica e motivazioni

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Premio Nobel per la Chimica 2022

Il Premio Nobel per la Chimica 2022 è stato assegnato dall’Accademia reale svedese delle scienze a Carolyn R. Bertozzi, Morten Meldal e K. Barry SharplessPer lo sviluppo della chimica “a scatto” e per la chimica bioortogonale.

Sharpless e Meldal hanno gettato le basi per una forma funzionale di chimica, chiamata “dei click” o “a scatto” – in cui i mattoni molecolari si uniscono in modo veloce ed efficiente.

Carolyn Bertozzi ha portato la “chimica dei click” in una nuova dimensione e ha iniziato a utilizzarla negli organismi viventi.

K. Barry Sharpless era già stato insignito del Premio Nobel nel 2001 per i suoi studi sulle reazioni di ossidazione catalizzate chiralmente.

La “chimica dei click” descrive reazioni ad alto rendimento, di portata ampia, e che creano solo sottoprodotti che possono essere rimossi senza cromatografia; sono stereospecifici, facili da eseguire e possono essere condotte in solventi benigni e rimovibili con facilità.

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Reazioni di ossidoriduzione

Le reazioni di ossidoriduzione ed il loro bilanciamento

Ho ritrovato tra i vari documenti di (ex-) scuola uno che riguarda un’argomento spesso ostico per gli alunni delle superiori: le reazioni di ossidoriduzione, dette comunemente redox, ed il loro bilanciamento. Nel documento che allego è spiegata la procedura più semplice per bilanciare le redox. Ho aggiunto anche 50 reazioni di diversa difficoltà, tutte completate e bilanciate e, dulcis in fundo, una tabella dei potenziali standard di riduzione.

Per scaricare direttamente il documento basta cliccare QUI.

Reazioni di Ossidoriduzione
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Le rocce come materiali da costruzioni

Agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso all’Istituto Tecnico Statale di Chiavari decidemmo di ordinare la raccolta di minerali e rocce che era stata regalata alla scuola da un ingegnere minerario.

Alla fine del lungo lavoro, scartati i campioni meno interessanti e rappresentativi, ci accorgemmo che il libro di testo di Chimica dei materiali da costruzione, studiata nella classe terza (ed, ahimè, cancellata dal curriculum con la “riforma Gelmini), era assolutamente lacunoso, dedicando all’argomento solo poche pagine ed utilizzando vecchie modalità di classificazione.

Per questo motivo, alla fine dell’anno 1992, decisi di scrivere qualche appunto che fosse un po’ più esaustivo, pur senza avere alcuna velleità di produrre una più completa dispensa.

A questo lavoro collaborò fattivamente la Prof. Arch. Rosalba Orecchia, titolare del corso di Tecnologie delle Costruzioni, recentemente e prematuramente scomparsa, alla cui memoria dedico questo lavoro, nel ricordo, che mai si cancellerà, di oltre 30 anni trascorsi insieme all’Istituto Tecnico.

Per scaricare l’intero contenuto basta cliccare QUI.

Le rocce come materiali da costruzione

 

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Molecole

Avogadro: un semplice programma per disegnare molecole

Nel mio sito sulla Didattica della Chimica avevo, molti anni fa, recensito Avogadro, un semplice programma per disegnare molecole. Alla pagina avevo inserito un semplice screencast che mostrava la semplicità d’utilizzo del tool. Purtroppo si basava su Java script e Adobe Flash, per cui non è più visibile: lo riporto, aggiornandolo, in questa “pillola”.

Non è più solo il più famoso chimico italiano Amedeo, ma ora è anche un software per la modellazione molecolare.

Avogadro è un progetto open source multipiattaforma nato da poco tempo nell’ambito del progetto Open Molecules e giunto, ad oggi alla versione 1.20.

Avogadro, come è detto, è multipiattaforma ed è quindi disponibile per ambienti Windows, MacOS X e Linux. Anzi, nasce proprio come applicazione Linux, per cui il porting in ambiente Windows denuncia in alcuni momenti una certa instabilità. Ma stiamo parlando ancora di una versione beta.

Per ora il programma è disponibile in italiano, oltre che in altre lingue.

Avogadro consente di disegnare molecole semplici e complesse con una notevole velocità di esecuzione e con una buona semplicità d’uso. Le molecole possono essere rappresentate in diversi modi, come ad esempio “balls & sticks”, orbitali, sfere di Van der Waals, superfici, anelli, legami ad idrogeno.  E’ disponibile una vasta scelta di frammenti, i principali dei quali sono disponibili subito in un menu a tendina, con la possibilità di scegliere legami semplici, doppi e tripli.

Le molecole create possono essere manipolate a piacere, possono essere lette le distanze interatomiche, orientati gli angoli di legame, definiti con precisione i centri delle stesse.

Alcune estensioni consentono di produrre animazioni su percorsi personalizzati, ottimizzare la geometria e calcolare le energie.

Le molecole possono essere salvate in diversi formati, compresi i più noti come PDB, MDB, Gaussian e possono essere esportate in formato grafico JPG, PNG e BMP.

Per quanto riguarda l’importazione il programma si basa su Open Babel in grado di leggere e convertire oltre 80 formati.

Trattandosi di un prodotto aperto, Avogadro consente a sviluppatori di creare dei plugin per diverse funzioni.

Avogadro, disponibile per il download e informazioni al sito https://avogadro.cc  sembra un prodotto molto interessante, considerata la sua completa gratuità e per le notevoli potenzialità.

Cliccando sull’icona qui sotto si visualizzerà un breve webcast, fatto con la versione 0.81 in inglese,con la costruzione di semplici molecole.

 

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Tavola periodica

In ricordo del prof. G.Giacomo Guilizzoni

Sabato scorso ho ricevuto una email del figlio del prof. Gian Giacomo Guilizzoni ove mi informava della scomparsa a 97 anni del Padre.

Ho avuto una lunga frequentazione telematica con il Prof. Guilizzoni ma, prima di questa, ho avuto modo di conoscerlo avendo usato al liceo, come studente, il suo inetressantissimo ed attualissimo testo “Questionario di Chimica di base“.

Divenuto poi docente all’Istituto tecnico di Chiavari feci acquisire alla biblioteca scientifica un cospicuo numero di copie del testo in modo che fossero fornite in comodato d’uso agli studenti delle classi prime e seconde del corso geometri.

Alla fine degli anni ’90 ebbi la sorpresa di ricevere una email dal prof. Guilizzoni nella quale si congratulava per il sito sulla didattica Chimica che avevo prodotto nell’ambito delle attività sul Web della mia scuola. Rimasi piacevolmente sorpreso per la stima che un docente che ritenevo uno dei migliori d’Italia, oltre che fecondo autore di testi soprattutto per gli Istituti tecnici,  mi stava dando.

Il prof. Guilizzoni, quasi timidamente, mi chiese se fossi interessato a pubblicare alcuni dei suoi lavori. Ovviamente risposi sì e dopo pochi giorni Egli iniziò ad inviarmi dei materiali di altissimo livello.

La nostra frequentazione continuò nel tempo, ed ogni tanto, oltre che scambiarci auguri o considerazioni sullo stato della Chimica nelle scuole superiori italiane, Guilizzoni mi inviava alcuni dei suoi lavori, chiedendo sempre se li ritenevo interessanti. Ovviamente lo erano, eccome.

Dopo il mio pensionamento i nostri contatti diminuirono, anche se il professore ha sempre continuato nel suo lavoro di ricerca e scrittura, sia nell’ambito della Chimica che in quello, forse meno noto, dello scrittore di racconti interessanti, uno dei quali, “Accadde a Roraro“, scritto con una indubbia ironia e sagacia, gentilmente mi fece pervenire con dedica. Interessanti racconti brevi, oltre ad un repertorio dei termini della Chimica, ad un vasto ed interessante testo di Chimica a domande e risposte messe in termini colloquiali (e che mi inviò per la pubblicazione nel mio sito, dal titolo “Chimica colloquiale“), ed altro ancora è disponibile nel sito del professore, https://www.apertisverbis.it/ , che spero i famigliari vogliano conservare accessibile.

Ricordo, infine, che il prof. Guilizzoni per ben due volte, nel 1970 e nel 1983,  ricevette dall’Accademia dei Lincei il premio ministeriale per la Chimica.

Riporto, di seguito, i link ai documenti che il prof. Guilizzoni mi inviò per la pubblicazione e che si ritrovano anche nella sezione di questo sito: Didattica della Chimica .

Materiali didattici del prof. Gian Giacomo Guilizzoni (1925-2022)

 

I documenti PDF sono in formato Adobe Acrobat

 

 

Accadde a Roraro di Gian Giacomo Guilizzoni Dedica Questionario di Chimica di base

 

 

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Ciao Gueglio

 

Oggi sono stato informato da un ex-collega che è mancato Vincenzo Gueglio.

Sui siti di notizie del Levante ligure ci sono diversi articoli in cui si commemora uno degli scrittori contemporanei più importanti del Tigullio, saggista, romanziere, critico ma anche attivo nella politica almeno fino a quando pensò che ci fosse un senso in essa.

E poi, uscito dalla scuola, libraio ed editore tra i più prolifici.

Io vorrei ricordarlo come docente, avendo passato qualche decennio con lui all’Istituto tecnico statale di Chiavari, nel corso geometri.

Un docente atipico che poteva sembrare poco interessato a ciò che faceva, ma al contrario sempre disponibile sia con i colleghi che con gli alunni nelle varie attività didattiche e, in tempi più recenti, e quando si trattava di dare vita a qualche progetto didattico.

Era di alta cultura, ma non lo faceva certo pesare, con lui si poteva discutere su diversi temi, ma che mai cercava di imporre la sua posizione, anche se con molta sagacia ti faceva capire che la ragione, alla fine, era la sua.

Se qualcuno fosse interessato ad avere un idea della sua cultura allego due articoli che scrisse per la celebrazione dei 70 anni della fondazione dell’Istituto, nel 1994, e che sono presenti nell’annuario che, su iniziativa del Preside Renzo Rocchetta, compilai anche con la collaborazione di Vincenzo.

I due articoli sono “Pitagora, il Tao e la radice di 2” e “In cerca del pigreco”.

Ciao Gueglio, ti saluto così, come lo facevo quando alla mattina ti incontravo a scuola.

 

Pitagora il Tao e la radice di due

 

In cerca del pigreco
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In cima cocci aguzzi di bottiglia

Una delle poesie di Eugenio Montale che quasi tutti gli studenti italiani hanno avuto il piacere di affrontare (quelli della mia età anche studiare a memoria) è “Meriggiare pallido ed assorto“. Una bellissima poesia dei oltre 100 anni fa, esattamente del 1916, pubblicata nel 1925 nella raccolta “Ossi di Seppia” in cui il Poeta espone .

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Lungi da me l’idea di farne la parafrasi, di interpretare il testo, parlare della mancata armonia tra l’uomo e la natura, il “male di vivere“,  la solitudine dell’uomo, chiuso da un’impenetrabile muraglia che sl colmo ha “cocci aguzzi di bottiglia“.

Proprio di quei cocci voglio parlare, in quanto proprio oggi sono passato in una breve crêuza che congiunge Corso Magenta a Via Goffredo Mameli. La crêuza è delimitata nei primi dua tratti da muri di confine oltre i quali vi sono giardini privati. Su quei muri bianchi di calce sono cementati frammenti di bottiglia, colli spezzati, taglienti rivolti verso l’alto ad incutere timore agli incauti violatori delle proprietà che sono oltre il muro.

I cocci di bottiglia sui muri sono tipici dei paesaggi liguri, a Genova anche in piena città. Erano un tempo, ma spesso anche ora, usati in quanto non costavano nulla, rispetto a filo spinato o punte metalliche, bastava un po’ di malta sl colmo del muro e lì si cementavano i cocci. E duravano, non si arrugginivano, erano sempre taglienti anche dopo decenni.

In conclusione non posso esimermi da un ricordo del prof. Angelo Marchese, mio docente di Lettere al Liceo Colombo nei primi anni ’70 del Novecento, purtroppo scomparso da molti anni. Devo a lui, uno dei più importanti studiosi di Montale e il più importante esponente della critica letteraria semiologico-strutturalista, l’interesse che coltivo per la poesia montaliana (e per molte altre cose…).

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