Le scalinate monumentali di Genova ed il loro degrado

A Genova ci sono tre scalinate monumentali che avevano ed hanno il compito di superare il dislivello esistente tra il centro storico e l’ottocentesca Circonvallazione a monte. Di queste due hanno le scalinate prima divergenti e poi convergenti ed una, al termine di via Caffaro, le scalinate sono laterali per consentire anche il passaggio di mezzi a ruota.

Via Palestro, forse la più imponente, con le scale che alla base arrivano in una fontana abbeveratoio. Dipinte a strisce con colore tipico di Genova, ed al centro un grosso rosone col simbolo della città.
Purtroppo lo stato di manutenzione è pessimo. Il lato di ponente è abbruttito dal parcheggio interrato e dal suo ascensore. Il rosone è quasi illeggibile, alla base spuntano due alberi di fico, mentre il terrapieno di levante, che sorregge l’acquedotto storico, è coperto da vegetazione totalmente incolta.

Via Caffaro: le scalinate sono ai lati, scendendo dai terrapieni della strada e del condotto dell’acquedotto storico. Dai muraglioni fuoriesce acqua, la vegetazione ha preso il sopravvento ed è pericolosa per chi scende. Il lato di ponente, verso Passo Barsanti, sembra una foresta.

Via Pertinace: tre le due scalinate in basso si osserva una fontana con un bel bassorilievo religioso e la data di costruzione. 1895. Peccato che sia tutto in pessime condizioni, direi un vero schifo, ed anche qui dai muraglioni ottocenteschi proliferano piante infestanti che, in alcuni casi, diventano alberi.

Ma i responsabili della manutenzione, siano essi del Comune o del Municipio I, un minimo di vergogna nel vedere lo stato delle tre scalinate non lo provano ? Possibile che non riescano a cogliere il significato storico e culturale di queste opere mentre preferiscono spendere soldi per le sagre di salami e focacce ?

Mala tempora currunt con amministratori di così infimo livello, attenti non ai bisogni dei cittadini, ma a quelli degli amici.

PS: ci sarebbe una quarta scalinata monumentale, quella tra il parco e la Villa Gruber-De Mari, ma non è nata con lo stesso scopo delle precedenti, ma solo per consentire il passaggio dalla villa al parco.

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