Fabrizio De Andrè

23 anni senza Fabrizio De Andrè

L’ 11 gennaio di 23 anni Fabrizio De Andrè se ne andò. Ricordo ancora quella mattinata del 1999 quando, a scuola, in un momento libero lessi la notizia su un giornale online.

Notizia, almeno per me, giunta come un fulmine a ciel sereno, non sapendo che da tempo Fabrizio stava lottando e, purtroppo, soccombendo al male.

E subito mi riportarono alla mente le sue canzoni più famose, a partire da “Il testamento” che, adolescente e alla metà degli anni ’60 o poco più, sentivo ripetutamente in un juke-box di un bar dell’entroterra genovese.

Una canzone che molti miei coetanei non apprezzavano, forse non capivano, qualche ragazza allora arrossiva al sentire “la rendita di una puttana“, ma che per me era la rappresentazione del mondo di Fabrizio, il mondo degli ultimi, degli esclusi.

A volte con le 100 lire sceglievo tre volte questa canzone, oppure una volta il lato B, la “Ballata del Michè“.

Poi altre canzoni, da “La città vecchia“, a “Bocca di rosa“, “Carlo Martello“, “La ballate del Michè” già citata, passando per la famosissima “Canzone di Marinella“.

Bocca di rosa” fu anche al centro di una invenzione con i miei compagni di classe al Liceo classico Colombo, in quanto la traducemmo in latino, strofa per strofa. Ne ricordo ancora alcune, forse con errori grammaticali: “Via Agri est quendam virgo, labiae rubri coloratae, oculi grandes quam strada, nascuntur flores ubicumque iter facit.” (mi scuso per eventuali errori,ma è passato più di mezzo secolo…)

Qualche anno dopo ebbi l’occasione di incontrare Fabrizio per una strana coincidenza. Come spesso accadeva in quegli anni, i primi anni ’70, i ragazzi spesso si incontravano alla sera per partite di calcio in piazze della città. Con alcuni amici fui invitato nella zona di Carignano dove d’estate si sfidavano diverse squadre provenienti dai vari quartieri del centro

Una ventina di coetanei e qualche giovane con una manciata di anni di più. Uno di quelli era Fabrizio, forse accompagnava qualcuno, in quanto non ricordo che giocasse, e ma lo osservai costantemente con la sigaretta in bocca, pensoso, quasi estraniato e ricordo di aver detto ad un amico che era esattamente come nella foto di questa copertina.

Negli anni successivi, ne seguii la strada verso il successo, ascoltando non più al juke-box ma su dischi o musicassette tutte le storie raccontate da Fabrizio, senza perderne mai alcuna.

Rimasi turbato quando seppi del rapimento in Sardegna, sentendomi un po’ colpevole, in quanto traggo le mie origini, da parte paterna, proprio da quella zona, Tempio Pausania. Una esperienza lunga, dura e difficile per lui e per Dori Ghezzi, ma dalla quale uscì senza odiare i rapitori e quasi giustificando e provando pietà per quei pastori anch’essi parte del mondo degli ultimi. Dopo 117 giorni, il 21 dicembre 1979, furono rilasciati ed ebbe a dire ” Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai“.

E’ stato grande, forse il più grande autore della seconda metà del ‘900, e il mio più grande rammarico, da ex-docente, è che di lui ve ne è solo piccola traccia nei testi di letteratura del ‘900 e, cosa ancor più grave, quasi sempre non trattato per “mancanza di tempo”.

Ciao Fabrizio.

Condividi questo:
John Lennon

Le cinque più belle canzoni del XX secolo (secondo me…..)

Dopo le cinque più belle canzoni dei Beatles e di Fabrizio De Andrè ecco, sempre secondo me, le cinque più belle del XX secolo.

Queen – Bohemian Rapsody

 

The Beatles – Let it be

 

Led Zeppelin – Stairway to heaven

 

John Lennon – Imagine

 

Bob Dylan – Blowin’ in the wind

Condividi questo:
Freddie Mercury

In ricordo di Freddie Mercury

Il 24 novembre di 30 anni fa, il 1991, consumato da una lunga malattia, moriva Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddie Mercury.

Freddie, frontman dei Queen, può essere considerata un’icona leggendaria della musica pop, sia per la sua voce inconfondibile e straordinaria, la sua capacità di interpretazione unite alla bravura di compositore di molti dei brani musicali della band.

Se consideriamo gli anni ’60 del secolo scorso come il decennio dei Beatles, non possiamo che ritenere gli anni ’70 e ’80 quelli dei Queen.

Brani musicali come Bohemian Rapsody (a mio avviso il più grande della musica pop del ‘900), Somebody to love, Killer Queen, Radio Ga Ga, We will rock you, We are the champions o concerti come quello a Wembley del luglio 1986 o la partecipazione al Live Aid del 1985 sono ancor oggi attuali sia per chi, come lo scrivente le ricorda direttamente, sia per le nuove generazioni.

Freddie se ne andò in silenzio, le sue ceneri sparse in un luogo segreto, ma di lui resta il ricordo di un grande musicista, sicuramente uno dei più grandi del ‘900.

Lo ricordo con due immortali performances.

 

 

 

 

Condividi questo:
the-beatles-roof

Le cinque più belle canzoni dei Beatles (secondo me…)

Visto che non avevo altro da fare ho pensato quali fossero le cinque più belle canzoni dei favolosi The Beatles, la band che ha cambiato il paradigma della musica pop mondiale.

Confesso di averci messo un bel po’ a decidere, facendo una decina di classifiche e poi cambiandole. In realtà avrei dovuto scegliere le 50 piu belle canzoni, visto che è difficile scartarne qualcuna, ma alla fine ecco la mia personale cinquina.

Let it be (1970)

 

A Day in the life (1967)

 

Come together (1969) 

 

Yesterday (1965) 

 

Strawberry fields forever (1967)

Condividi questo:
Fabrizio De Andrè

Le cinque più belle canzoni di Fabrizio De Andrè (secondo me…)

Oggi è una tipica giornata autunnale: cielo grigio, pioggia. Visto che di uscire non ne viene voglia, ho ascoltato un po’ di canzoni di Fabrizio De Andrè e mi sono chiesto: “Quali sono le cinque più belle, ovviamente secondo me ?”. Ci ho messo un po’ a decidere,visto che sono moltissime quelle che mi piacciono, ma alla fine…eccole.

La canzone dell’amore perduto (1964)

 

Crêuza de mä  (1984)

 

Amore che vieni,amore che vai (1966)

 

 

La Domenica delle Salme (1990)

 

La canzone di Marinella (1964)

Condividi questo:
Eugenio Montale

Eugenio Montale: 125 anni dalla nascita

Il 12 ottobre 1896 nasceva a Genova, in Corso Dogali, Eugenio Montale, uno dei più grandi poeti del ‘900 italiano. Vorrei ricordarlo con una delle sue più famose poesie tratta dalla raccolta “Ossi di seppia” del 1925.

 

Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

 

Vorrei anche consigliare la lettura del testo “Eugenio Montale, Poesie” curato dal mio insegnante di Lettere del liceo, Angelo Marchese:

Eugenio Montale

Condividi questo:
John Lennon

Imagine: 50 anni

Il 9 settembre 1971 uscì negli USA il secondo LP di John Lennon dopo lo scioglimento dei Beatles. L’album conteneva 10 tracce e la prima del lato A era Imagine, che avrebbe dato il nome al disco stesso.

L’11 ottobre 1971 venne pubblicato negli USA ed in Europa il 45 giri di Imagine. E’ da molti (e da me) considerata una delle più belle (forse la più bella) canzone della seconda metà del ‘900. Il disco non ebbe in Italia il successo che avrebbe meritato e che ha avuto postumo, tanto che nella Hit Parade fu superato dal “Ballo del tuca tuca” di Raffaella Carrà e da una canzone di Nicola di Bari.

Il testo di Imagine è un grande inno alla convivenza, alla pace, e contro tutto ciò che divide gli uomini, a iniziare dalle religioni, e può considerarsi il testamento di quel grande autore che è stato John Lennon.

john-lennons-imagine-lyrics

Condividi questo: