Villa Piaggio

Villa Piaggio a Genova: un esempio di degrado urbano

Villa Piaggio è una dimora storica nel quartiere di Castelletto di Genova, risalente al XV secolo nella parte principale, con rifacimenti nel XIX secolo. La villa ospita attualmente alcuni uffici della Polizia Locale, l’Istituto Internazionale delle comunicazioni ed alcune associazioni. Il tutto in un degrado allucinante: intonaci sgretolati, infissi pericolanti e quant’altro. Da quanto mi risulta il Comune avrebbe intenzione di affidare in concessione i manufatti, anche se non è chiaro se tale concessione sia soggetta ad un uso civico, fruibile, quindi, dai cittadini della zona.

Ma la cosa che balza agli occhi di un qualsiasi visitatore è lo stato di completo abbandono del parco. Esso si estende per circa 8000 mq, degradando da Corso Firenze fino a Via Pertinace e a Corso Carbonara. Vi è presenza di alberi di alto fusto, di aiuole, mattonate e scalinate che consentono di raggiungere tutte le parti facilmente,

Ma quello che si può vedere anche dalle fotografie è lo stato di completo abbandono, della mancanza di alcuna manutenzione ordinaria. I vialetti sono completamente, o quasi, ricoperte da foglie che da anni non sono rimosse, le aiuole brulle e prove del tutto di erba, le poche panchine quasi tutte inutilizzabili a causa di sedimenti di sporcizia accumulatisi negli anni.

A questo si aggiunga la maleducazione di diversi visitatori che lasciano in giro spazzatura, contenitori di bevande, mozziconi di sigarette.

Un accenno particolare è da farsi sulle numerose scritte con frasi incomprensibili e spesso idiote lasciate da una anziana squilibrata di nome Melina, che da anni si diverte a vandalizzare spazi pubblici con le sue frasi quasi sempre prove di senso. Purtroppo c’è da considerare che i vandalismi di tale soggetto, al quale dovrebbe essere destinato un TSO per evitare che prosegua nella sua attività, sono stati considerati da parte di “cultori dell’arte”, come una forma di comunicazione metropolitana, tanto che alcune delle frasi sono raccolte, scritte su ombrelli, cartelli ed altro, proprio nella villa, in una parte concessa ad essi per mostre di ben altro interesse culturale.

Purtroppo nè le amministrazioni comunali precedenti nè, tantomeno, la presente hanno mai posto in essere delle politiche di salvaguardia dei parchi urbani, delle dimore storiche, dei giardini pubblici, anzi disinteressandosene completamente, tagliando le risorse umane destinate alla manutenzione del verde pubblico, riducendo le spese per tale manutenzione, lasciando la maggior parte dei giardini e parchi pubblici nello scempio più totale.