Quando 1 vale più di 35000..

L’on (si fa per dire) Vittorio Sgarbi negli ultimi mesi ha portato avanti una becera campagna contro le misure anti-Covid 19, in particolare contro l’uso del distanziamento sociale e delle mascherine, dando, come è solito, della “capra ” a chi invece le sosteneva.

Oggi, a seguito del ricovero di Berlusconi per Covid 19 conclamato, ha dichiarato “Se Silvio dovesse peggiorare allora vorrà dire che ho sottovalutato la cosa. Sono pronto a seguire Zangrillo se ha cambiato idea sul Covid”.

Come dire: dei 35000 morti non me ne è fregato nulla, visto che non contavano nulla, invece Silvio è importante, per cui se dovesse morire allora vorrà dire che avevo sottovalutato la cosa.

Come dire: razzismo e servilismo allo stato puro.

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I negazionisti

Oggi a Roma qualche centinaio di negazionisti, no-vax, nazifascisti e simili ha protestato contro i provvedimenti sanitari imposti dalla pandemia di Coronavirus. In particolare si sono scagliati contro le mascherine e il distanziamento sociale.

Alcuni partecipanti intervistati hanno sostenuto che il virus non esiste, che non ci sono stati 36000 morti in Italia, che è tutta colpa dei “poteri” che con la scusa dei vaccini inoculeranno in tutti dei microchip che potranno controllare le menti dei cittadini.

Basterebbero queste affermazioni per squalificarli, per rendersi conto che sono solo degli ignoranti, ma il problema è che potrebbero anche essere un pericolo per gli altri nel caso si infettassero loro per non aver rispettato le regole sanitarie.

Certo finchè il Covid colpisse loro non sarebbe un guaio, anzi, per dirla con Darwin, sarebbe una corretta selezione naturale, ma se si ammalassero finirebbero per intasare gli ospedali, e costare alla collettività solo per la loro becera ignoranza.

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Prima pagina di molti quotidiani

Oggi quasi tutti i giornali ignorano o trattano in fondo alla pagina l’anniversario della morte di Angelo Vassallo, sindaco di #Pollica ucciso dalla mafia e che ancor oggi attende giustizia; in compenso pubblicano in prima pagina la malattia di un pregiudicato, puttaniere con minorenni e colluso con la mafia.

Quando il gossip prevale sulla lotta alla mafia.

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