Barchile di piazza Ponticello

Il barchile di Piazza Ponticello

Dal 1643 un barchile si trovava in Piazza Ponticello (Ciassa de Pôntexellô). Il barchile  è una fontana decorata finemente con quattro rubinetti in ottone e bronzo ai quali i cittadini che abitavano in case prive di collegamento ad un bronzino personale (in pratica la maggior parte…) attingevano l’acqua da portare su grosse anfore a casa propria.

Si narra, inoltre, che all’alba alcuni lattai disonesti allungavano con acqua il latte giunto dalle campagne. Infine, sembra che nel barchile a fine mattinata le pescivendole (pesciæë) ambulanti lavavano i pesci rimasti per ravvivarne un po’ l’aspetto lasciando però un cattivo odore (odô de refrescûmme).

E’ possibile collocare piazza Ponticello nell’attuale assetto urbanistico: la piazza corrisponde più o meno allo slargo di Via Fieschi, vicino via XX settembre. Nella foto del 1909 è visibile il barchile nella sua collocazione originale. Con le ristrutturazioni urbanistiche del XX secolo, il barchile trovò la sua collocazione finale in Piazza Campetto.

L’acqua proveniva dal ramo di Castelletto dell’acquedotto, probabilmente da una derivazione nei pressi di Porta Soprana

Barchile di piazza Ponticello
Il barchile nel settembre 2022
Piazza Ponticello
Piazza Ponticello con il barchile nel 1909

    

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Corso Italia: il degrado della pavimentazione

Corso Italia da da tempo avrebbe diventare una “promenade” come quella “Des Anglais” di Nizza o come la “Croisette” di Cannes. Invece è rimasta una passeggiata distante almeno 50/100 metri dal mare, spazio in cui, senza soluzione di continuità o quasi, vi sono stabilimenti balneari.

Comunque passeggiando sul marciapiedi lato mare è sempre gradevole, specie nelle giornate non estive, quelle un po’ uggiose o scaldate da un tiepido sole.

Una ventina di anni fa la pavimentazione del marciapiede a mare fu completamente rifatto, con ottimi risultati. Piastrelle color mattone scuro, altre più chiare vicine alle precedenti, altre a disegnare rose dei venti.

Qualche anno fa il sindaco Bucci decise di disegnare una pista ciclabile restringendo le corsie per le auto, sia dal lato mare che da quello a monte. Un idea davvero infausta, in quanto lo spazio per i pochi ciclisti era delimitato solo da una striscia bianca, e quindi la pericolosità per chi la percorreva era decisamente elevata.

Lo scorso anno lo stesso ineffabile sindaco decise per un rifacimento completo del marciapiede e delle corsie stradali a monte, creando in tal modo una pista ciclabile, rubando un po’ di spazio al marciapiede e un po’ alla corsia stradale.

Il lavori che dovevano essere conclusi prima dell’estate, sono stati completati in ritardo intono a metà agosto. Quello che ancora resta da completare sono le panchine con fioriere, visto che è stato scelto un tipo che è in orribile cemento e che dovrebbe essere rivestito di finto granito.

Di una cosa, però, non si parla: del marciapiede. Questo presenta diverse mattonelle divelte, altre spaccate, le giunture tra file di mattonelle si sono allargate tanto da consentire la crescita di erba all’interno, altar vegetazione è nata tra la pavimentazione e le balaustre, belle ma prive di manutezione e spesso usate come orinatoi di cani.

Insomma, il degrado del marciapiede è evidente e non si sa se si provvederà ad una adeguata manutenzione.

Questo è il risultato di anni di incuria da parte della amministrazione comunale che, sfortunatamente, è appena stata rieletta, per cui avrà davanti molti anni per proseguire nel favorire il degrado della città.

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Turisti alla Villetta Di Negro

Stamattina sono stato a passeggiare alla Villetta Di Negro. Come ho già scritto in altro articolo, la Villetta rappresenta per me un “luogo del cuore” avendo passato tra i suoi viali sia l’età della fanciullezza, sia quella dell’adolescenza.

Oltre a camminare un po’ al fresco dei maestosi alberi volevo approfittare per testare un obiettivo della mia fotocamera.

Era metà mattinata di domenica, ed ho subito notato che la Villetta era molto animata da molte persone, indubbiamente turisti. Come la cascata scenografica è una delle parti più apprezzate e sfondo per fotografie. Infatti una decina di persone era lì aspettando il “turno” per effettuare qualche foto o selfie. Mentre anche io attendevo, una giovane si guarda intorno per depositare una carta, forse una confezione di biscotti, nel contenitore dell’immondizia. Peccato che lo stesso, come da foto da me scattata, era stracolmo, probabilmente non svuotato da giorni.

La giovane, forse percependo il mio disagio di genovese, mi chiede se vi fosse vicino un’altro contenitore. Le rispondo: “I’m sorry, but there are no empty garbage cans here. You can try  in the upper area, at the end of this staircase“.

La ragazza con i suoi amici si incamminano per la salita, ed io seguo a breve distanza. Arrivati alla zona che si chiamava “del laghetto” o “della Bandiera“, vedo la fanciulla accanto ad un altro  contenitore ancora più strabordante di “rumenta“. Passo vicino, le sorrido, e le dico “This is Genoa… Ask Major Bucci“.

Per fortuna la fanciulla ha pensato bene di tenersi la cartaccia anzichè, come avrebbero fatto molti altri, gettarla per terra accanto al contenitore.

Scendo in altra parte della Villetta, sotto il Museo, e lì un gruppetto di persone, italiane, sedute su alcune panchine a riposare all’ombra. Anche lì l’unico contenitore è stracolmo, tra l’altro con un cartone dentro, e sento una signora, con in mano una bottiglietta di acqua minerale, chiedere “Ma non ci sono i contenitori per la differenziata ?

Da genovese mi sono vergognato. Ma, di certo, dovrebbe vergognarsi di più il sindaco bucci (minuscola voluta), che è interessato solo a inutili monorotaie, dissalatori, funivie, euroflore, supermercati e non si occupa dei beni storici della città, come sono i parchi e le ville comunali.

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Piero Angela

Addio a Piero Angela

Piero Angela, famosissimo divulgatore scientifico, è morto oggi all’età di 92 anni.

E’ stato dapprima, negli anni ’50 giornalista per l’unico canale televisivo esistente ed in seguito conduttore di telegiornali RAI. Fu anche inviato speciale in diversi teatri di guerra, in particolare in Iraq, durante la “Guerra dei sei giorni” e nel Vietnam durante il lungo conflitto tra Nord e Sud.

Assieme all’attività giornalistica negli anni ’70 si interessò alla divulgazione scientifica, che con la trasmissione “Quark”  destinata ad un pubblico generalista e proposta dallo stesso Angela che non aveva una formazione scientifica rigorosa, che ebbe uno straordinario successo.

Da lì, Piero Angela, insieme al figlio Alberto divennero sinonimo di scienza, declinata in tutti i suoi aspetti, dall’anatomia, alla fisiologia, alla genetica, alle conquiste scientifiche, alla formazione dell’universo. Il tutto, come detto, utilizzando linguaggi semplici, sempre comprensibili e con una educazione e pacatezza singolari.

Buon viaggio Piero Angela.

 

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Sant'Anna di Stazzema

78 anni dalla strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema

Oggi 12 agosto 2022 ricorre il 78° anniversario della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. Una delle più efferate stragi compiute dai nazisti con la collaborazione, accertata da testimonianze dei pochi sopravvissuti, di fascisti che parlavano il dialetto versigliese.

Una strage, alla quale ne seguirono altre come quelle di Fivizzano e di Marzabotto, in una lunga striscia di sangue che seguiva il ripiegamento dalla Linea Gotica dei soldati nazisti.

La strage di Sant’Anna di Stazzema è stata oggetto, pur con un colpevole ritardo, di un processo tenuto presso il Tribunale militare di La Spezia con il quale la strage è stata definita un vero atto terroristico perpetrato allo scopo di spaventare le popolazioni a non affiancare o sostenere le attività dei Partigiani operanti nell’Appennino. Furono individuati e condannati all’ergastolo gli ufficiali che dettero l’ordine di uccidere inermi civili, per altri la condanna fu cancellata per morte del reo, per pochi vi fu l’assoluzione per insufficienza di prove.

La strage fu una delle peggiori in quanto i soldati nazisti colpirono inermi civili, attirandoli nella chiesa o nel cimitero dove furono mitragliati. Alcune case furono date alle fiamme con dentro donne e bambini.

I bambini, appunto, furono vittime del tutto innocenti di questa inumana violenza. Oltre 60 furono quelli uccisi, compresa Anna Pardini che allora aveva solo 20 giorni.

Sono passati 78 anni, ovvero 3/4 di secolo. Un lungo periodo che potrebbe condurre all’oblio i fatti descritti. Per fortuna i pochi sopravvissuti, allora bambini, hanno avuto la forza in questi lunghi anni di mantenere viva la memoria della strage, a monito futuro perchè ciò non possa più accadere.

Ed in un momento storico, ove si ha da un lato la tendenza per alcuni politici a mettere nel dimenticatoio le efferatezze compiute dalle truppe naziste ma, anche, da parte di fascisti repubblichini, e dall’altro l’emergere di politiche sovraniste e razziste, ritengo necessario e doveroso mantenere viva la memoria di cosa sia stato il fascismo in Italia e la sua disgraziata alleanza con il nazismo hitleriano.

Il sovranismo ed il razzismo oggi interpretato in Italia da alcuni partiti politici è sì diverso dal nazifascismo degli anni della II guerra mondiale, ma non per questo meno pericoloso in quanto i prodromi non sono molto diversi da quelli del 1922 per il fascismo mussoliniano e del 1933 per il nazismo hitleriano.

E’ quindi necessario lottare in modo intransigente contro i sovranisti ed i razzisti per evitare che la storia si ripeta.

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Addio a Vittorio De Scalzi

Vittorio De Scalzi, voce e chitarra dei New Trolls è morto oggi a Roma all’età di 72 anni. Fondatore di uno dei complessi di rock progressivo più famosi degli anni ’60 e ’70, ha continuato negli anni successivi allo scioglimento del complesso, a proporre brani senza tempo, come “Una carezza della sera”, “Signore, io sono Irish”, “Una miniera” e l’opera rock “Concerto Grosso”.

Lo ricordo in una interpretazione, purtroppo di scarsa qualità, del 1979 di “Una carezza della sera“.

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Buon compleanno Brian May

Brian May compie oggi 75 anni. Insieme a Roger Taylor, Freddie Mercury e John Deacon nel 1970 fondò i Queen, iconica band rock degli anni ’70 ed ’80. E’ stato autore di alcune dei più bei brani della band, come “We Will Rock You“, “The Show Must Go On“, “Who Wants To Live Forever“.

Nel 2007 ha ottenuto un dottorato in astrofisica all’Imperial College London e proprio quest’anno la prestigiosa rivista inglese Total Guitar lo ha eletto miglior chitarrista della storia della musica Rock.

Nel 2002, in occasione del Golden Jubilee della regina Elizabeth II eseguì  “God Save The Queen” con la sua chitarra da un terrazzo di Buckingham Palace.

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E’ morto Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari è morto oggi a Roma, all’età di 98 anni.

Scalfari è stato uno dei più importanti giornalisti italiani del XX secolo. Con Arrigo Benedetti fondò nel 1955 L’Espresso, primo settimanale di politica e cultura dell’area liberal-socialista, e nel 1976 La Repubblica,  che col tempo è divenuto uno dei più autorevoli e diffusi quotidiani italiani

Di Scalfari si ricordano gli articoli di politica e cultura sempre chiari e precisi ma anche la sua attività di scrittore esplicata sia attraverso saggi politici, partendo da “Razza Padrona” ai dialoghi sulla religione e la morale, come “L’uomo che non credeva in Dio”, alle interviste-dialoghi con Papa Francesco, le conversazioni sugli stessi argomenti come “Conversazioni con Carlo Maria Martini

Rimarrà uno dei documenti più importanti della politica italiana “L’intervista a Enrico Berlinguer sulla questione morale” a lui concessa dal segretario del PCI nel 1981.

Credo che negli ultimi anni di vita abbia sofferto l’amarezza del passaggio della sua Repubblica nelle mani di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, vedendo in questo la fine del suo sogno.

Gli sia lieve la terra.

Foto IPP/Simona Caleo Roma Eugenio Scalfari Italy Photo Press

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