Reazioni di ossidoriduzione

Le reazioni di ossidoriduzione ed il loro bilanciamento

Ho ritrovato tra i vari documenti di (ex-) scuola uno che riguarda un’argomento spesso ostico per gli alunni delle superiori: le reazioni di ossidoriduzione, dette comunemente redox, ed il loro bilanciamento. Nel documento che allego è spiegata la procedura più semplice per bilanciare le redox. Ho aggiunto anche 50 reazioni di diversa difficoltà, tutte completate e bilanciate e, dulcis in fundo, una tabella dei potenziali standard di riduzione.

Per scaricare direttamente il documento basta cliccare QUI.

Reazioni di Ossidoriduzione
Condividi questo:

Le rocce come materiali da costruzioni

Agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso all’Istituto Tecnico Statale di Chiavari decidemmo di ordinare la raccolta di minerali e rocce che era stata regalata alla scuola da un ingegnere minerario.

Alla fine del lungo lavoro, scartati i campioni meno interessanti e rappresentativi, ci accorgemmo che il libro di testo di Chimica dei materiali da costruzione, studiata nella classe terza (ed, ahimè, cancellata dal curriculum con la “riforma Gelmini), era assolutamente lacunoso, dedicando all’argomento solo poche pagine ed utilizzando vecchie modalità di classificazione.

Per questo motivo, alla fine dell’anno 1992, decisi di scrivere qualche appunto che fosse un po’ più esaustivo, pur senza avere alcuna velleità di produrre una più completa dispensa.

Sono passati quasi 30 anni da allora, ma penso che queste paginette possano essere ancora interessanti.

Per scaricare l’intero contenuto basta cliccare QUI.

Le rocce come materiali da costruzione

 

Condividi questo:
Molecole

Avogadro: un semplice programma per disegnare molecole

Nel mio sito sulla Didattica della Chimica avevo, molti anni fa, recensito Avogadro, un semplice programma per disegnare molecole. Alla pagina avevo inserito un semplice screencast che mostrava la semplicità d’utilizzo del tool. Purtroppo si basava su Java script e Adobe Flash, per cui non è più visibile: lo riporto, aggiornandolo, in questa “pillola”.

Non è più solo il più famoso chimico italiano Amedeo, ma ora è anche un software per la modellazione molecolare.

Avogadro è un progetto open source multipiattaforma nato da poco tempo nell’ambito del progetto Open Molecules e giunto, ad oggi alla versione 1.20.

Avogadro, come è detto, è multipiattaforma ed è quindi disponibile per ambienti Windows, MacOS X e Linux. Anzi, nasce proprio come applicazione Linux, per cui il porting in ambiente Windows denuncia in alcuni momenti una certa instabilità. Ma stiamo parlando ancora di una versione beta.

Per ora il programma è disponibile in italiano, oltre che in altre lingue.

Avogadro consente di disegnare molecole semplici e complesse con una notevole velocità di esecuzione e con una buona semplicità d’uso. Le molecole possono essere rappresentate in diversi modi, come ad esempio “balls & sticks”, orbitali, sfere di Van der Waals, superfici, anelli, legami ad idrogeno.  E’ disponibile una vasta scelta di frammenti, i principali dei quali sono disponibili subito in un menu a tendina, con la possibilità di scegliere legami semplici, doppi e tripli.

Le molecole create possono essere manipolate a piacere, possono essere lette le distanze interatomiche, orientati gli angoli di legame, definiti con precisione i centri delle stesse.

Alcune estensioni consentono di produrre animazioni su percorsi personalizzati, ottimizzare la geometria e calcolare le energie.

Le molecole possono essere salvate in diversi formati, compresi i più noti come PDB, MDB, Gaussian e possono essere esportate in formato grafico JPG, PNG e BMP.

Per quanto riguarda l’importazione il programma si basa su Open Babel in grado di leggere e convertire oltre 80 formati.

Trattandosi di un prodotto aperto, Avogadro consente a sviluppatori di creare dei plugin per diverse funzioni.

Avogadro, disponibile per il download e informazioni al sito https://avogadro.cc  sembra un prodotto molto interessante, considerata la sua completa gratuità e per le notevoli potenzialità.

Cliccando sull’icona qui sotto si visualizzerà un breve webcast, fatto con la versione 0.81 in inglese,con la costruzione di semplici molecole.

 

Condividi questo:
Tavola periodica

In ricordo del prof. G.Giacomo Guilizzoni

Sabato scorso ho ricevuto una email del figlio del prof. Gian Giacomo Guilizzoni ove mi informava della scomparsa a 97 anni del Padre.

Ho avuto una lunga frequentazione telematica con il Prof. Guilizzoni ma, prima di questa, ho avuto modo di conoscerlo avendo usato al liceo, come studente, il suo inetressantissimo ed attualissimo testo “Questionario di Chimica di base“.

Divenuto poi docente all’Istituto tecnico di Chiavari feci acquisire alla biblioteca scientifica un cospicuo numero di copie del testo in modo che fossero fornite in comodato d’uso agli studenti delle classi prime e seconde del corso geometri.

Alla fine degli anni ’90 ebbi la sorpresa di ricevere una email dal prof. Guilizzoni nella quale si congratulava per il sito sulla didattica Chimica che avevo prodotto nell’ambito delle attività sul Web della mia scuola. Rimasi piacevolmente sorpreso per la stima che un docente che ritenevo uno dei migliori d’Italia, oltre che fecondo autore di testi soprattutto per gli Istituti tecnici,  mi stava dando.

Il prof. Guilizzoni, quasi timidamente, mi chiese se fossi interessato a pubblicare alcuni dei suoi lavori. Ovviamente risposi sì e dopo pochi giorni Egli iniziò ad inviarmi dei materiali di altissimo livello.

La nostra frequentazione continuò nel tempo, ed ogni tanto, oltre che scambiarci auguri o considerazioni sullo stato della Chimica nelle scuole superiori italiane, Guilizzoni mi inviava alcuni dei suoi lavori, chiedendo sempre se li ritenevo interessanti. Ovviamente lo erano, eccome.

Dopo il mio pensionamento i nostri contatti diminuirono, anche se il professore ha sempre continuato nel suo lavoro di ricerca e scrittura, sia nell’ambito della Chimica che in quello, forse meno noto, dello scrittore di racconti interessanti, uno dei quali, “Accadde a Roraro“, scritto con una indubbia ironia e sagacia, gentilmente mi fece pervenire con dedica. Interessanti racconti brevi, oltre ad un repertorio dei termini della Chimica, ad un vasto ed interessante testo di Chimica a domande e risposte messe in termini colloquiali (e che mi inviò per la pubblicazione nel mio sito, dal titolo “Chimica colloquiale“), ed altro ancora è disponibile nel sito del professore, https://www.apertisverbis.it/ , che spero i famigliari vogliano conservare accessibile.

Ricordo, infine, che il prof. Guilizzoni per ben due volte, nel 1970 e nel 1983,  ricevette dall’Accademia dei Lincei il premio ministeriale per la Chimica.

Riporto, di seguito, i link ai documenti che il prof. Guilizzoni mi inviò per la pubblicazione e che si ritrovano anche nella sezione di questo sito: Didattica della Chimica .

Materiali didattici del prof. Gian Giacomo Guilizzoni (1925-2022)

 

I documenti PDF sono in formato Adobe Acrobat

 

 

Accadde a Roraro di Gian Giacomo Guilizzoni Dedica Questionario di Chimica di base

 

 

Condividi questo:
Monte Moro

Monte Moro: bellezza e degrado

Il Monte Moro è un rilievo di circa 400 metri che si erge sulla parte di Levante della città di Genova, più precisamente tra i quartieri di Quinto al Mare e Nervi.

Si trova a poca distanza dal mare, per cui durante la II guerra mondiale furono costruiti diversi bunker per ospitare batterie anti-nave ed anti-aeree che ancora oggi sono visibili.

Il monte è raggiungibile da Apparizione percorrendo via Lanfranco Alberico fino al suo piazzale finale. Da questo, spostandosi verso il mare si gode un panorama della città e della Riviera di Levante. In giornate limpide sono visibili anche le località della Riviera di Ponente, fino alle Alpi liguri.

Guardando verso sud, sempre in giornate limpide, si può osservare la Corsica, mentre verso sud-est l’isola di Capraia.

Si tratta quindi di un punto panoramico molto interessante che sarebbe da valorizzare dal punto di vista turistico-naturalista, ma al momento… non c’è nulla. Non esiste un punto di ristoro (una volta c’era l’Hostaria del Monte Moro, ora vi sono solo i ruderi), non vi è nemmeno una fontanella di acqua, o un cestino dei rifiuti, tanto che, come si vede nel video, molti incivili abbandonano bottiglie, sacchetti, piatti di plastica ed altro.

Un tempo il Monte Moro, insieme al vicino Monte Fasce ed al Righi, avevano due aspetti diversi: di giorno luoghi per scampagnate familiari, di notte scopatoi per coppie più o meno regolari, magari con contorno di “osservatori”, ma che non lasciavano quasi mai rifiuti in giro, al massimo qualche “guanto di Parigi”.

A mio parere sarebbe molto utile sistemare un poco sia i due piazzali, sia le zone da dove si gode maggiormente la vista con semplici panchine, qualche tavolo da picnic, un paio di fontanelle sistemare anche la via che in alcuni punti presenta buche pericolose.

Non sarebbe male anche favorire un turismo storico con visite delle batterie, ovviamente dopo aver posto in sicurezza i manufatti e le stradine per raggiungerli.

Un avviso: ad un certo punto in via Alberico c’è un cartello che indica dei lavori in corso e vieta l’accesso a chi non sia autorizzato. Sono anni che è lì, qualche lavoro sembra che sia stato fatto, ma io ci sono passato alcune volte e non ho mai visto operai al lavoro. Quindi ignorate il cartello, come fanno tutti.

In ultimo spero che qualcuno (AMIU) abbia il buon senso di ripulire sollecitamente l’area ed impiantare qualche bidone, meglio se per la raccolta differenziata.

Condividi questo:
La Liberazione di Genova

La Liberazione di Genova

Il 23 aprile 1945 ebbe inizio l’insurrezione che portò nei due giorni successivi alla resa delle forze armate tedesche nelle mani del Comitato di Liberazione Nazionale.

La presenza di militari tedeschi era cospicua per numero, dai 25 ai 30 mila, che per armamenti.

Le forze partigiane di città , inquadrate nei GAP, Gruppi di Azione Patriottica (formazioni legate ai diversi schieramenti politici), utilizzate prevalentemente per azioni di sabotaggio e delle SAP, Squadre di Azione Patriottica simili alle precedenti ma più ridotte nel numero di aderenti. A questi erano pronte ad unirsi le formazioni di montagna, prevalentemente inquadrate nelle Brigate Garibaldi.

Il numero complessivo di insorti non superava, al momento i 5000, con armamenti quasi sempre leggeri.

Nonostante la predominanza di uomini e mezzi il comandante della piazza di Genova, il generale Günther Meinhold, si rese conto che la difesa della città non era possibile e difficile anche la fuga, in quanto le strade che portavano a nord, a partire dalla Camionale per Milano, erano bloccate dai Partigiani. Da sud, pur lentamente, stavano muovendosi le truppe alleate, per cui il generale tentò una mediazione che consentisse ai tedeschi di allontanarsi, in cambio non sarebbe stato distrutto il porto, già minato.

La mediazione fu condotta  dal cardinale Boetto e dal vescovo ausiliare Siri, ma, nella notte del 23 aprile, il CNL bocciò tale proposta dando al contempo l’ordine di sciopero generale e di insurrezione.

Il giorno successivo, il 24 aprile, dalla prima mattina iniziarono gli scontri sia con armi leggere che con mortai. I Partigiani conquistarono diverse posizioni strategiche, seppur non ancora sufficienti a dare il controllo a tutta la città.

Il 25 aprile, dall’alba, ripresero cruenti gli scontri e le formazioni partigiane conquistarono diversi punti strategici. Nel frattempo una buona parte dei militari tedeschi, compreso il comandante, era bloccato nella fuga a Savignone dalle brigate partigiane ivi operanti. Meihnold fu raggiunto da un giovane partigiano, Carmine Alfredo Romanzi, successivamente docente di Microbiologia all’Università di Genova e per anni Rettore magnifico, che gli consegno una lettera del cardinale Boetto ed una proposta di resa al CNL.

Meihnold, vedendo che non vi era possibilità alcuna di ritirata, fece ritorno a Genova e alle 19.30 del 25 aprile si incontrò a Villa Migone, nel quartiere di San Fruttuoso, con i rappresentanti del CNL, e firmò insieme al comandante partigiano Remo Scappini l’atto di resa incondizionata.

Genova fu la prima città italiana a liberarsi da sola imponendo ai tedeschi la resa senza condizioni.

Tre giornate tra le più luminose della storia del ‘900 che oggi, di fronte ai rigurgiti neofascisti, favoriti dal governo fascio-leghista, devono essere degnamente celebrate, in quanto da quella lotta sono nate la Repubblica democratica ed antifascista e la sua Costituzione, considerata una delle migliori al mondo.

Purtroppo l’errore che fu fatto alla fine della guerra fu quello di non estirpare completamente il cancro del fascismo, credendo che una riconciliazione nazionale fosse possibile. Invece, dopo 70 anni, le metastasi si sono riprodotte, sotto una diversa e per certi versi più subdola forma. Questo si evidenzia con il ridimensionare la valenza storica della Resistenza, utilizzando anche falsi storici, cercando di equiparare dal punto di vista ideale sia chi combatté dalla parte giusta che ci fu alleato e complice dei nazisti.

Sappia chi sta portando avanti questo osceno progetto che i nipoti dei Partigiani, educati ai valori della Democrazia e della Resistenza, sapranno fare come i loro nonni, affrontando e sconfiggendo ancora una volta, senza paura né remore, il fascismo in tutte le sue forme.

Atto di resa

“In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30, tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Capitano Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte; il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall’avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Maggiore Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall’altra; è stato convenuto:

  1. Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold si arrendono alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
  2. la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;
  3. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
  4. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

Documento in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco

Condividi questo:

Euroflora 2022

Il prossimo weekend nei Parchi di Nervi avrà luogo la seconda puntata di Euroflora dell’epoca Bucci. Come è noto dall’edizione 2018 il sindaco decisionista ha voluto spostare la floralie dalla Fiera del Mare, ove si svolgeva dal 1966, ai Parchi di Nervi.

Come è noto i Parchi di Nervi sono dei parchi storici legati alle ville che ancor ora sono presenti e utilizzate a scopi museali. Un bene comune, utilizzato sia dai residenti che da altri genovesi, per l’ampiezza dei prati, la presenza di numerosi specie vegetali catalogate, ampi vialetti ove passeggiare e, last but not least, sede del bellissimo Roseto Viacava.

L’edizione del 2018 sarà ricordata per l’intasamento di auto e autobus dei visitatori, visto che la zona di Nervi non dispone di molti parcheggi, ma soprattutto per i gravi danni apportati alla vegetazione. I prati sono stati calpestati, coperti da alcune strutture espositive spesso di pessimo gusto, tubazioni provvisorie, impianti elettrici.

Più di un anno di lavoro dei pochi giardinieri ci è voluto per riportare i Parchi al loro aspetto naturale. Si sperava che l’esperienza negativa avrebbe condotto l’ineffabile sindaco a riflettere sulla inopportunità di ospitare una fiera all’interno dei Parchi, ma spostarla in luoghi ove fossero meno dannosi gli allestimenti. Invece no, l’ineffabile, visto che le elezioni comunali sono alle porte, ha pensato bene di riproporre la cosa, sperando di arraffare qualche voto da chi ha interessi economici in zona, mentre di certo ne perderà da quelli che sono abbastanza incazzati per la chiusura di oltre due mesi dei Parchi per gli allestimenti e per come verranno lasciati, ovvero da coloro che ritengono che le Ville e i Parchi pubblici siano un bene comune da mantenere, curare e lasciare alla completa e gratuita fruizione dei cittadini.

Per molti anni Euroflora è stata una interessante e sobria iniziativa che si svolgeva alla Fiera del Mare, dove si potevano osservare in allestimenti scenograficispecie vegetali note ed altre sconosciute provenienti da altri paesi.

Personalmente spero che non vi sia una ulteriore Euroflora a Nervi, per lasciare tranquilli i Parchi che meritano di essere visti e vissuti per quello che sono, una testimonianza del passato di una grande città, esattamente il contrario di ciò che vuole Bucci, il peggior reggitore del comune a partire dal Doge Simone Boccanegra ad oggi,

In ricordo di due passate edizioni, 1976 e 1981, pubblico qui delle foto che scattai allora. Si tratta, come è logico, di foto analogiche, nello specifico diapositive, che ho convertito in digitale e, quindi, con una certa perdita di particolari e colori a volte un po’ alterati. Ma sono documenti che ritengo interessanti.

EUROFLORA 1976

EUROFLORA 1981

 

Condividi questo:

Ciao Gueglio

 

Oggi sono stato informato da un ex-collega che è mancato Vincenzo Gueglio.

Sui siti di notizie del Levante ligure ci sono diversi articoli in cui si commemora uno degli scrittori contemporanei più importanti del Tigullio, saggista, romanziere, critico ma anche attivo nella politica almeno fino a quando pensò che ci fosse un senso in essa.

E poi, uscito dalla scuola, libraio ed editore tra i più prolifici.

Io vorrei ricordarlo come docente, avendo passato qualche decennio con lui all’Istituto tecnico statale di Chiavari, nel corso geometri.

Un docente atipico che poteva sembrare poco interessato a ciò che faceva, ma al contrario sempre disponibile sia con i colleghi che con gli alunni nelle varie attività didattiche e, in tempi più recenti, e quando si trattava di dare vita a qualche progetto didattico.

Era di alta cultura, ma non lo faceva certo pesare, con lui si poteva discutere su diversi temi, ma che mai cercava di imporre la sua posizione, anche se con molta sagacia ti faceva capire che la ragione, alla fine, era la sua.

Se qualcuno fosse interessato ad avere un idea della sua cultura allego due articoli che scrisse per la celebrazione dei 70 anni della fondazione dell’Istituto, nel 1994, e che sono presenti nell’annuario che, su iniziativa del Preside Renzo Rocchetta, compilai anche con la collaborazione di Vincenzo.

I due articoli sono “Pitagora, il Tao e la radice di 2” e “In cerca del pigreco”.

Ciao Gueglio, ti saluto così, come lo facevo quando alla mattina ti incontravo a scuola.

 

Pitagora il Tao e la radice di due

 

In cerca del pigreco

Condividi questo: