Quando la laicità è un optional

Il Ministro per la Salute Speranza ha nominato Presidente della “Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana” l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, prelato importante della Curia vaticana e “Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia”, e “Presidente della Pontificia Accademia per la vita”.

Un governo democratico che deve avere nella laicità dello stato uno dei valori fondamentali arriva dove nemmeno i governi di destra degli ultimi 30 anni erano mai giunti.

La commissione in oggetto già dalla sua denominazione chiarisce che dai suoi lavori dovrà uscire un progetto di riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria degli anziani. Un’attività dove la Chiesa Cattolica si è sempre insinuata, sia direttamente con l’apertura di case di riposo gestite in proprio, sia affidando le strutture in suo possesso, ad esempio conventi dismessi, a società esterne.

Già da questo si evidenzia un conflitto di interessi ma quello ancor più evidente è che la presenza di un prelato alla presidenza della commissione, anche se si spera bilanciato da esperti laici, possa pesare nella definizione delle modalità per cui un  anziano possa disporre del proprio fine vita, argomento che per i cattolici è da sempre un tabù.

Davvero, non capisco i motivi per cui il ministro Speranza abbia fatto questa scelta.

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