Premi Nobel per la Chimica 2019

Il premio Nobel per la Chimica 2019 è stato assegnato dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze a John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino.

La motivazione è “Per lo sviluppo delle batterie agli ioni litio. Attraverso il loro lavoro hanno creato le giuste condizioni per una società senza fili e libera dai combustibili fossili, così portando i più grandi benefici all’umanità.”

John B. Goodenough è lo scienziato più anziano insignito del premio Nobel, avendo compiuto 97 anni.

Premio Nobel per la Chimica 2019
Premio Nobel per la Chimica 2019
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Premio Nobel 2017

Premio Nobel per la Chimica 2017

Il Premio Nobel per la Chimica è stato assegnato, come accade da ormai diversi anni, a tre studiosi. Si tratta di Jacques Dubochet (Svizzera, 1942), Joachim Frank (Germania, 1940) e Richard Henderson (Gran Bretagna, 1945). La motivazione scelta dal Comitato del Premio è “Per aver sviluppato la microscopia crioelettronica per determinare in alta definizione le strutture delle biomolecole”.

E con questo sono 54 anni che un ricercatore italiano non riceve il Nobel per la Chimica: l’ultimo fu nel 1963 Giulio Natta. D’altra parte non ci si potrebbe aspettare di meglio visto il livello della ricerca italiana nel settore e dei finanziamenti che Stato ed industria assegnano.

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Il Premio Nobel dal Giullare al Menestrello

Oggi Dario Fo ci ha lasciati. Una lunga vita spesa al servizio dell’arte e della cultura, grande sia nella scrittura dei testi teatrali, nella recitazione, nell’aver riportato alla ribalta il grammelot dei giullari ed, infine, pittore raffinato.

Solo nella politica non ne ha mai azzeccata una: da giovane, quando potè scegliere tra la Resistenza ed il fascismo scelse di arruolarsi con i repubblichini; negli anni ’70, quando il terrorismo tento di minare le fondamenta dello stato democratico, fu tra quelli che consideravano le Brigate rosse “compagni che sbagliano” e fu uno dei fondatori del “Soccorso rosso”, le cui attività furono in alcuni casi fiancheggiatrici del terrorismo. Per finire, negli ultimi anni la sua adesione morale al Movimento 5 stelle, non individuando in esso la natura populista e fascistoide.

Per uno strano scherzo del destino, proprio oggi viene annunciato che il Premio Nobel per la letteratura è stato assegnato a Bob Dylan.

Così come Dario Fo fu insignito del premio nel 1997, con alzarsi di lai da parte di scrittori e poeti non considerati dall’Accademia Svedese, primo tra tutti  Mario Luzi che in una intervista schiumò letteralmente di invidia, anche oggi per Bob Dylan si alzano le critiche di chi non ha ricevuto, nè mai riceverà il Nobel.

Ne sono esempio le critiche di Baricco, autore sconosciuto fuori dai patrii confini (e forse anche dentro, ai più) che scrive che le canzoni non sono letteratura, quasi che i testi delle canzoni di Dylan, così come lo erano le opere teatrali di Fo, fossero scrittura di serie inferiore.

Vorrei dire a Baricco se mai sarebbe stato in grado di rappresentare in poche strofe o righe le tematiche esistenziali che Dylan ha mirabilmente posto nella prima parte di Blowin’ in the Wind. Io temo di no.

Al di là di critiche insulse, non si può non osservare che il destino, in un incredibile disegno, ha unito oggi, 12 ottobre 2016, Dario Fo e Bob Dylan nel passaggio di testimone dal Giullare al Menestrello per il Premio Nobel per la Letteratura.

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Premio Nobel per la Chimica 2016

La Royal Swedish Academy of Sciences ha oggi assegnato il Premio Nobel per la Chimica. Come accade da moltissimi anni il premio è stato assegnato a più scienziati: Jean-Pierre Sauvage della University of Strasbourg, France, J. Fraser Stoddart della Northwestern University, Evanston, IL, USA e Bernard L. Feringa della University of Groningen, the Netherlands.

La motivazione è di aver progettato e sintetizzato delle macchine molecolari.

Gli insigniti, con una ricerca iniziata del 1983, hanno sviluppato molecole con movimenti controllabili, in grado di effettuare delle semplici attività quando ad esse sia fornita dell’energia.

Utilizzando più sofisticati  computer si è dimostrato che la miniaturizzazione della tecnologia può essere rivoluzionaria e questa ricerca sulle macchine molecolari miniaturizzate proietta la chimica verso una nuova dimensione.

Il primo passo verso le macchine molecolari è stato fatto da Jean-Pierre Sauvage nel 1983, quando riusci a legare due molecole ad anello in una forma a catena (catenane). Come è noto di solito le molecole sono legate da forti legami covalenti, nei quali uno o più elettroni è condiviso tra gli atomi; nelle catenane i legami sono di tipo meccanico e meno forti.
In una macchina molecolare per poter esserci una attività, è necessario che una parte possa muoversi rispetto un’altra e nella ricerca si è visto che due anelli concatenati soddisfano questa necessità.

Nel 1991 Fraser Stoddart  sviluppò un composto, il rotaxane, riuscendo ad avvolgere una molecola ad anello lungo una sottile molecola assiale, dimostrando che l’anello era in grado di muoversi intorno all’asse.

Lo sviluppo del rotaxane ha portato alla costruzione di leve molecolari, “muscoli” molecolari ed anche chip molecolari.

Bernard Feringa  nel 1999 riuscì a costruire un rotore molecolare in grado di girare continuamente sul proprio asse. Usando un motore molecolare fu in grado di far ruotare un cilindro di vetro la cui massa era 10000 volte quella del motore stesso.

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Premio Nobel per la Chimica 2015

Il Premio Nobel per la Chimica 2015 è stato assegnato, in parti uguali, a Tomas Lindahl, Paul Modrich e Aziz Sancar per gli studi sui meccanismi di riparazione del DNA.

Tomas Lindahl è nato a Stoccolma (Svezia) nel 1938 ed attualmente lavora al Francis Crick Institute, Hertfordshire, UK, e al  Clare Hall Laboratory, Hertfordshire, UK.

Paul Modrich è nato nel 1946 a Raton negli USA e lavora al Howard Hughes Medical Institute, Durham, NC, USA, ed insegna alla Duke University School of Medicine, Durham, NC, USA.

Aziz Sancar è nato a Savur, Turchia, nel 1946 e lavora alla University of North Carolina, Chapel Hill, NC, USA.

 

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