D’accordo, era solo uno slogan: “La buona scuola”.  Però, in fondo in fondo, un po’ ci abbiamo creduto. Concorsi ed assunzioni per docenti, la fine delle supplenze, delle girandole dei docenti, alunni disabili con i docenti di sostegno specializzati ed in numero sufficiente, scuole rifatte, norme di sicurezza rispettate, innovazione tecnologica.

Poi accade che le cose siano andate in modo un po’ diverso: i concorsi ci sono stati, con risultati a volte strabilianti (meno vincitori di posti disponibili), le assunzioni pure, peccato che l’algoritmo abbia mandato in giro per l’Italia migliaia di docenti e questi abbiano subito chiesto l’utilizzo nei luoghi di origine, le scuole sono come un anno fa, con le stesse strutture obsolete e spesso non a norma, i docenti di sostegno latitano, non sembra ce ne siano a sufficienza ma quelli vincitori di concorso pare saranno immessi il prossimo anno.

E per l’innovazione tecnologica ecco inventati gli “Animatori digitali”: ovviamente non pagati, ci mancherebbe altro.

Certo fa male, come capitato a me oggi, entrare in una classe (con la porta rotta da tempo immemorabile) a fare una supplenza sulla collega di Informatica che, immessa in ruolo nella mia scuola è sparita dopo venti giorni ritornata in utilizzo al paese natio, e dover dire agli studenti che la supplente ed anche la supplente di Lettere (stessa situazione) forse verranno chiamate la settimana prossima, quando finalmente l’Ambito territoriale avrà preso in considerazione la cosa.

E siamo oltre la metà di ottobre. Ministro Giannini, che ne dice della “Buona scuola” ?

La cattiva scuola